5 Novembre 2026 / 15 Gennaio 2027
Andrea Branzi
Pali e Frasche
a cura di Nina Bassoli
dal 5 novembre 2026 al 15 gennaio 2027
inaugurazione 5 novembre ore 18.00
Il 5 novembre, alle ore 18.00, si inaugura la mostra Andrea Branzi. Pali e Frasche, ideata da Lorenza Branzi e Nicoletta Morozzi in collaborazione con la galleria e curata da Nina Bassoli. La mostra sarà visitabile fino al 15 gennaio 2027.
Il titolo richiama due immagini della ricerca di Branzi: i pali, intesi come steli, ma anche come struttura su cui si fonda l'urbanizzazione di ogni territorio, e le frasche, ambienti dove trovare riparo come in un interno. Entrambe si muovono intorno alla figura dell'albero, che nel suo lavoro occupa una posizione centrale, per Nina Bassoli «come un basso continuo a cui fare ritorno per comprendere il senso profondo dell’abitare».
La mostra trae origine da due nuclei di opere: la serie di disegni “Arboreti”, del 2020, e gli schizzi a colori “Bamboo” (2023). Da qui nascono le grafiche fine art, produzione della galleria di quest'anno, presentate per la prima volta in questa occasione. Sono state stampate dall'Associazione Lithos, Como in una tiratura di 20 esemplari per ciascuna serie, su carta cotone Hahnemühle.
La serie “Arboreti” è composta da diciotto soggetti, istantanee di specie arboree, di cui nove disegni originali sono stati esposti nel 2025 nella mostra Andrea Branzi. Le règne des vivants al Musée des impressionnismes Giverny. In un testo dedicato alla serie, aperto da un verso dalla Norma di Vincenzo Bellini («Queste sacre antiche piante»), Branzi parla di «cattedrali vegetali» e di «nostri fratelli»: alberi che guardano il mondo senza giudicare chi vive e chi muore.
“Bamboo” comprende tre soggetti, composizioni di schizzi preparatori per l'installazione "Bamboo Interior Wood", concepita appositamente per la collezione del Centre Pompidou, che l'ha acquisita nel 2024.
Il percorso comprende anche tre grandi tele della serie "Tokonoma", appese per la prima volta in orizzontale, come Branzi le aveva concepite, in modo da trasformare l'immagine in spazio. In fondo alla sala il pastello su carta "Le foglie ci guardano" (1987), già presentato nella mostra di Giverny del 2025.
Completano la mostra due fotografie di Santi Caleca, scattate nel 1979 a Bolgheri durante una vacanza trascorsa insieme a Branzi e mai esposte prima. Nate da un tempo condiviso tra vento, mare, pali e frasche, un richiamo semplice e diretto al rapporto con la natura.
Da queste opere emerge una sezione importante della poetica di Branzi: l'idea di usare l'arte di progettare oggetti come testimonianza di «un codice di valori diverso, non aggressivo».